Artisti

Fabrizio Gatti

Fabrizio Gatti è giornalista e scrive per l’Espresso. Dal 1991 si occupa di criminalità italiana e internazionale. E’ stato inviato in Moldavia, Romania, Albania, Egitto, Marocco e Venezuela per ripercorrere i viaggi delle vittime della prostituzione, del lavoro nero e dell’immigrazione clandestina.

Sono famose le sue inchieste da infiltrato sulle rotte dell’immigrazione illegale dall’Africa all’Europa, sul caporalato nell’agricoltura e nell’edilizia, sulle scarse condizioni igieniche negli ospedali e sulla corruzione negli appalti pubblici. Molti suoi articoli sono stati tradotti in tutto il mondo. Dal 1987 al 1990 ha scritto per “il Giornale” di Indro Montanelli e dal 1991 al 2004 per il Corriere della Sera.

Definito da Il Manifesto come «il più grande trasformista del giornalismo nostrano», ha attraversato quattro volte il deserto del Sahara sui camion con centinaia di migranti in viaggio dal Niger verso la Libia e si è infiltrato in una organizzazione di trafficanti di uomini in Nord Africa, diventando l’autista di uno dei gangster. È stato recuperato in mare, rinchiuso nel centro di detenzione sull’isola di Lampedusa come immigrato illegale iracheno, con il finto nome di Bilal Ibrahim el Habib. Sempre per svolgere una delle sue inchieste da infiltrato, si è fatto ingaggiare come schiavo, con altri lavoratori stranieri, dai caporali che controllano la raccolta di pomodori in Puglia.

Gatti ha raccontato la sua esperienza di giornalista sotto copertura in numerose inchieste pubblicate da L’espresso e nei libri Bilal – Viaggiare, lavorare, morire da clandestini (Rizzoli, 2007 – vincitore del premio “Tiziano Terzani”) e Gli anni della peste (Rizzoli, 2013), romanzo-verità sul primo collaboratore di giustizia tradito dallo Stato nel momento in cui l’Italia scende a patti con la mafia.