Artisti

Gian Antonio Stella

Gian Antonio Stella, 1953, è nato ad Asolo, in provincia di Treviso, dove il padre professore di filosofia e la madre maestra elementare insegnavano, ma la sua famiglia è originaria di Asiago e lui stesso si considera un asiaghese nato casualmente altrove. Cresciuto a Vicenza, ha frequentato il Liceo Ginnasio Antonio Pigafetta. Entrato al Corriere d’informazione nell’estate 1975, è da diversi anni inviato ed editorialista del Corriere della Sera, dopo essersi occupato di cronaca romana ed interni ed essere stato a lungo inviato nel Nord Est. Scrive di politica, cronaca, cultura e costume.

Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra cui l’È giornalismo, il Barzini, il Premiolino, l’Ischia, il Saint Vincent per la saggistica e, insieme con Sergio Rizzo, nel 2008, il premio internazionale “Columnistas del mundo” vinto in passato dal francese Bernard-Henri Lévy, dall’indiana Arundhati Roy, dall’americano Seymour Hersh, dallo spagnolo Fernando Savater, dalla persiana-americana Christiane Amanpour.

Tra i suoi libri più famosi L’Orda, quando gli albanesi eravamo noi sulla xenofobia sofferta dagli emigrati italiani, La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (scritto con Sergio Rizzo), che con oltre un milione e trecentomila copie vendute è stato uno dei saggi più venduti di sempre, La Deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio (ancora con Rizzo) sulla decadenza di un paese che da troppo tempo non crede più in se stesso, nel futuro e nei giovani.

Più recenti i saggi Negri, froci, giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro (2009) e Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia (2011), che hanno due spettacoli di successo con lo stesso Stella in scena con Gualtiero Bertelli e La Compagnia delle Acque. Tra le opere narrative, Il maestro magro (2005), La bambina, il pugile, il canguro (2007) e Carmine Pascià (2008).

Nota dell’autore:
Dal libro al sito internet, dal Web al cd musicale, dal cd allo spettacolo teatrale: ormai da diversi anni alcuni dei libri e dei temi che sono più cari a me e alle persone cui sono più vicino sono diventati degli spettacoli teatrali portati in scena con molti amici, da Marco Paolini a Moni Ovadia, da Bebo Storti a Natalino Balasso ma soprattutto con la Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli, uno dei più noti dei cantautori italiani e autore di canzoni come “Nina”.
Era nato tutto così, tra amici che nella vita quotidiana fanno i lavori più vari, come un’idea, forse neppure originalissima, per presentare un libro in modo diverso. Con qualche fotografia e qualche canzone.
E’ diventato qualcosa di più. Una combinazione tra il monologo e la musica, le fotografie e i filmati e altre cose ancora. Eravamo partiti con «L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi» dedicato all’avventura umana dei nostri nonni emigranti e alla xenofobia antitaliana: io, Gualtiero alla chitarra e alla fisarmonica, Paolo Favorido al pianoforte, Cecilia Bertelli, Elena Biasibetti, Giuseppina Casarin e Rosanna Zucaro come voci soliste, Simone Nogarin alla chitarra. Via via, a seconda degli spettacoli, si sono aggiunti Maurizio Camardi al sassofono e ai fiati, Mimmo Santaniello al contrabbasso, Michele Troncon alle percussioni, Rachele Colombo (che suona anche la chitarra e le percussioni) e Sandra Mongini come voci soliste.
Sono nati così «Odissee. Italiani sulle rotte del sogno e del dolore» sui viaggi per mare dei nostri emigranti, «Il maestro magro» sull’Italia povera ma serena degli anni 50, «I banditi della libertà» sulla Resistenza, «Maledette suffragette» sul ruolo della donna nel lavoro e in politica, «Aqua. Abbecedario musicale, storico e letterario della fonte di vita» (ora da soli, ora con Natalino Balasso o Moni Ovadia), «Tribù Show. Foto di gruppo con Cavaliere» sugli anni azzurri berlusconiani e «Un paese di gente perbene» con Bebo Storti (o talvolta con Natalino Balasso) e infine, negli ultimi anni, “Negri, froci, giudei & co.” sulle discriminazioni razziali e sessuali, “Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia” sulla tutela del nostro inestimabile patrimonio culturale e “La tavola e il potere”, un viaggio nella storia che racconta il rapporto tra i potenti e il cibo.
Eravamo partiti senza un minimo di organizzazione, senza attrezzature, senza sponsor, senza l’appoggio di un teatro, con tanta buona volontà e risultati a volte scoraggianti, come certe serate con quattordici o quindici spettatori. Poi un po’ siamo cresciuti noi, un po’ siamo stati benedetti da un passaparola che si è fatto di settimana in settimana più generoso nei nostri confronti, fatto sta che oggi, se ci voltiamo indietro, ci sembra perfino impossibile: con uno spettacolo o con l’altro abbiamo fatto oltre cinquecento serate in giro per le piazze e i teatri italiani, dalla valle dei Templi di Agrigento alla fiera del libro di Mantova, dal teatro Dal Verme di Milano al Salone del Libro di Torino, dal «Caterfestival» di Sant’Arcangelo di Romagna a Santa Maria in Trastevere per «Libri in piazza» dell’Estate Romana.
Più una serie di serate a Parigi, Berlino, Caracas, Toronto, Montreal, Los Angeles, Washington, Chicago, New York… Più ancora alcuni eventi speciali contro il razzismo a Milano, a Treviso e a Verona con Antonio Albanese, Natalino Balasso, Davide Enia, Alessandra Mora, Stefano Nosei, Moni Ovadia, Marco Paolini, Renato Sarti, Santino «Alexian» Spinelli, Bebo Storti e i contributi di Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto.
Ora arriva “Maledette Suffragette” e l’avventura sui palcoscenici continua…

Gian Antonio Stella