Spettacoli

Maledette suffragette

Storie, canti e immagini della lotta per l’emancipazione delle donne

di e con GIAN ANTONIO STELLA (voce narrante)
e con GUALTIERO BERTELLI (voce, chitarra, fisarmonica)
e PAOLO FAVORIDO (pianoforte), RACHELE COLOMBO (percussioni, voce), GIUSEPPINA CASARIN (voce), DOMENICO SANTANIELLO (contrabbasso, violoncello)
con la partecipazione di MAURIZIO CAMARDI (sassofoni, duduk, flauti etnici)

Testi di Gian Antonio Stella
Ricerca musicale e arrangiamenti creati collettivamente
Canzoni originali di Gualtiero Bertelli e Rachele Colombo
Una produzione Gershwin Spettacoli

I primi movimenti per l’uguaglianza delle donne nacquero durante la Rivoluzione Francese, quando la parola égalité sembrava dilagare in ogni dove. “La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo. L’esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l’uomo”. Chi lottò per raggiungere questo traguardo fu Olympe de Gouge, una drammaturga francese nota per le sue idee femministe. Ghigliottinata in piena rivoluzione nel 1793, il “problema” fu rinviato esattamente di un secolo. Nel 1893 la Nuova Zelanda fu il primo Stato a concedere, in modo definitivo, il voto a tutte le donne.

Per raggiungere questo primo e unico risultato nel diciannovesimo secolo migliaia di donne dedicarono la loro vita alla rivendicazione del “Woman suffrage”.

Ci volle il sacrificio di Emily Davinson, che volontariamente si gettò tra le gambe del cavallo reale durante il derby di Epsom del 1913; ci volle lo sciopero della fame di Marion Dunlop che fu nutrita forzatamente, imitata poi da decine di militanti del movimento delle Suffragette; ci vollero le centinaia di proteste anche violente, gli atti dimostrativi, le cariche della polizia, gli innumerevoli arresti, l’infinita sequenza degli anni di carcere distribuiti a centinaia di donne.

Ci vollero le 129 operaie bruciate vive nella camiceria della Triangle Waist Company di Washington Place, New York, il 25 marzo del 1911.

E prima ancora ci vollero le migliaia di donne bruciate vive per stregoneria, superstizione figlia dell’eterna discriminazione a cui fu sottoposta per secoli la donna, in anima e corpo, dalla Chiesa.

Tutto questo ed altro narriamo nella nostra rappresentazione “Maledette Suffragette” con i linguaggi che ci sono propri: il racconto, la canzone e le immagini.

Locandina